
Prendersi cura della propria salute significa anche saper gestire correttamente l’uso dei farmaci: un aiuto scientifico e provato per aiutarti a stare meglio.
Molte persone si trovano a dover affrontare piccoli dolori muscolari o articolari. Tuttavia, l’assunzione frequente di antidolorifici o antinfiammatori può portare a rischi se non gestita con attenzione.
È essenziale conoscere come evitare l’abuso di farmaci e capire quando è il momento di rivolgersi a un medico. E se soffri di dolore cronico, dovresti affidarti a uno specialista. Sopportare il dolore fa male non solo al corpo, ma anche alla mente.
In questo articolo abbiamo raccolto informazioni importanti per aiutarti in una corretta gestione del dolore e alle buone pratiche per non incorrere in un abuso di farmaci e rischiare problemi per la tua salute.
Antinfiammatori: alleati ma con cautela
I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene e il diclofenac, sono spesso utilizzati per trattare dolori muscolari, articolari e altre condizioni infiammatorie. Dovresti però sapere che l’uso prolungato o scorretto di questi farmaci può comportare rischi significativi per la tua salute, soprattutto a livello cardiovascolare.
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, l’assunzione prolungata di FANS è associata a un aumento del rischio di infarto, ictus e complicanze vascolari, in particolare per pazienti già a rischio cardiovascolare.
Sempre secondo la ricerca, l’uso prolungato di antinfiammatori non steroidei può anche provocare gravi effetti collaterali gastrointestinali.
È quindi fondamentale seguire le indicazioni del medico e non eccedere nella durata o nel dosaggio del trattamento.
Hai spesso mal di schiena? Attenzione al diclofenac
Un altro studio recente condotto dai ricercatori dell’Aarhus University Hospital ha evidenziato che, in particolare l’uso prolungato del diclofenac, rispetto ad altri antinfiammatori, tra cui il paracetamolo, può aumentare il rischio di problemi cardiovascolari.
Tra questi rischi rientrano infarto, ictus, battito cardiaco irregolare e insufficienza cardiaca.
I risultati dello studio, basati sull’analisi delle prescrizioni di diclofenac per il trattamento del mal di schiena, indicano che il rischio di eventi cardiovascolari è del 20% superiore rispetto a chi usa ibuprofene o paracetamolo, e del 30% rispetto al naprossene.
Buone pratiche per l’uso corretto dei farmaci
Ecco qui una piccola guida per un uso corretto dei farmaci.
- Segui sempre le indicazioni mediche: non modificare il dosaggio o la durata della terapia senza prima consultare il tuo medico. Se non hai preso una dose, non recuperare prendendone una doppia!
- Non assumere farmaci prescritti ad altre persone: ogni terapia è personalizzata e quello che funziona per un’altra persona potrebbe non essere adatto a te.
- Non smettere bruscamente un trattamento: interrompere improvvisamente una terapia può avere conseguenze negative. Rivolgiti sempre al medico prima di sospendere un farmaco.
- Informati sugli effetti collaterali: chiedi al tuo medico o al farmacista quali sono i possibili effetti collaterali dei farmaci che assumi, per poter riconoscere subito eventuali problemi.
Dolore cronico: un problema da non sottovalutare
Il dolore cronico è una condizione che purtroppo affligge moltissime persone, spesso lasciate a gestire questa sofferenza senza un adeguato supporto medico.
Si parla di dolore cronico se è una condizione che persiste nel tempo, in genere oltre i 3-6 mesi rispetto al normale tempo di guarigione.
In Italia sono oltre 10 milioni gli adulti che soffrono di dolore cronico. Sono circa 4 milioni di uomini e quasi 6 milioni e mezzo di donne, e in particolare è colpita l’8% della popolazione di età 18-44 anni, con un aumento al 21,3% tra i 45-54enni, il 35% tra i cosiddetti “giovani anziani” (65-74enni), fino a raggiungere il 50% negli ultra-ottantacinquenni.
Secondo i dati, nel nostro Paese il trattamento del dolore con farmaci oppioidi è ancora un tabù per molte persone. Questi farmaci, indispensabili nella gestione del dolore severo, in casi di patologie oncologiche o anche di condizioni croniche, sono spesso screditati a causa dei fenomeni di abuso riscontrati in altri Paesi, soprattutto negli Stati Uniti.
William Raffaeli, presidente della Fondazione Isal, sottolinea come l’Italia debba tornare a promuovere l’uso consapevole degli oppioidi, garantendo una corretta formazione dei medici e un monitoraggio adeguato per evitare abusi, ma al contempo assicurando che i pazienti non rimangano senza cure adeguate.
La legge 38/2010, che sancisce il diritto dei pazienti a non soffrire, è un punto di riferimento, ma occorre fare di più per garantire che tutti abbiano accesso alle cure migliori.

Il supporto per chi soffre di dolore cronico
Se soffri di dolore cronico o di patologie che richiedono l’uso regolare di antidolorifici, è fondamentale che tu segua un percorso di cura adeguato.
Non basta ricorrere ai FANS o ai farmaci da banco per gestire il dolore a lungo termine. In questi casi, è consigliabile rivolgersi a uno specialista in terapia del dolore (algologo) che ti saprà indicare le terapie più efficaci e sicure.
In Italia, la Fondazione Isal promuove la formazione medica e la ricerca sul tema del dolore cronico, lavorando per migliorare l’accesso alle cure per chi soffre di questa condizione.
La collaborazione tra medico, paziente e specialisti è fondamentale per garantire una gestione efficace del dolore e migliorare la qualità della tua vita.
L’effetto collaterale peggiore del dolore cronico è quello di non vivere, ma trovarti a sopravvivere. Ecco perché è importante chiedere aiuto e non rischiare un abuso di farmaci con pericolose cure fai da te.
Chiedi sempre consiglio al tuo medico
Se ti trovi a fare i conti con dolori persistenti o se stai assumendo farmaci da tempo, è essenziale tu ti rivolga sempre al tuo medico di fiducia per avere una valutazione precisa e un piano terapeutico personalizzato.
E ricorda: in caso di dolore cronico, è importante affidarsi a uno specialista in terapia del dolore, per non restare imprigionatə in una condizione di sofferenza che può essere alleviata con le giuste cure.
Fonti
https://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=3755&area=curePalliativeTerapiaDolore&menu=legge