La tendinopatia è un termine medico e generico per indicare un disturbo dei tendini, cioè quelle strutture che collegano i muscoli alle ossa e permettono il movimento.
Si tratta di una condizione più diffusa di quanto tu possa pensare e può colpire chiunque: dagli sportivi più esperti, che mettono sotto pressione i tendini con allenamenti intensi, fino a chi pratica attività fisica a livello amatoriale e anche le persone meno attive. Così come chi compie movimenti ripetitivi durante il proprio lavoro.
Ma come si manifesta la tendinopatia, quali sono le cause e, soprattutto, come curarla per poter tornare alla propria vita senza dolore?
Vediamolo insieme!
Tendinopatia: cos’è e quali sono le cause principali
La tendinopatia si riferisce a una sofferenza a carico di uno o più tendini.
Spesso è causata da un uso eccessivo o errato dei tendini (ad esempio per movimenti ripetuti o carichi troppo elevati), da traumi, oppure da alcune patologie come il diabete o le malattie reumatiche.
A prescindere dalla causa, la tendinopatia comporta una serie di sintomi scomodi e limitanti, tra cui dolore, gonfiore e difficoltà di movimento.

Differenza tra tendinite e tendinosi: facciamo chiarezza
Quando si parla di disturbi ai tendini, è facile fare confusione tra tendinite e tendinosi. Entrambi i termini descrivono una problematica del tendine, ma hanno significati diversi:
- La tendinite è un’infiammazione acuta del tendine. Di solito è causata da un trauma o da un sovraccarico temporaneo. I sintomi includono dolore, gonfiore e, spesso, calore localizzato.
- La tendinosi, invece, indica una degenerazione cronica del tendine dovuta all’usura nel tempo, che porta a una rottura progressiva delle fibre tendinee. A differenza della tendinite, qui non c’è infiammazione, ma piuttosto un processo di deterioramento che richiede trattamenti a lungo termine.
Capire la differenza è fondamentale perché, mentre la tendinite può migliorare con un periodo di riposo e antinfiammatori, la tendinosi ha bisogno di un percorso di recupero più prolungato e complesso.
Tendinopatia della spalla
La tendinopatia della spalla è tra le forme più comuni e interessa i tendini della cuffia dei rotatori, una struttura complessa che permette i movimenti della spalla. I sintomi tipici sono dolore e difficoltà nel sollevare il braccio, anche a riposo.
La tendinopatia della spalla di solito dà il tormento a persone oltre i 40 anni, ma può verificarsi anche nei più giovani che praticano sport tipo il baseball, lancio del peso, nuoto e tennis, e comunque tutti gli sport di lancio.
Per essere sicurə di avere una corretta diagnosi serve una risonanza, a quel punto il tuo medico ti consiglierà per i trattamenti più adatti per far sparire il dolore.
Sicuramente riposarti è la prima cosa da fare, per poi passare a cure fisioterapiche e antinfiammatori.
In situazioni più gravi, può essere necessario un intervento chirurgico per riparare il tendine.
Tendinopatia rotulea
La tendinopatia rotulea, nota anche come “ginocchio del saltatore”, è un problema diffuso tra chi pratica sport che prevedono salti o brusche accelerazioni e frenate, come basket e pallavolo.
Questa condizione dolorosa colpisce il tendine rotuleo, che collega la rotula alla tibia.
Se sei affettə da questa patologia il tuo dolore si concentra sotto la rotula e aumenta con i movimenti di piegamento e allungamento del ginocchio.
Per trattare la tendinopatia rotulea, è importante ridurre l’attività fisica per evitare ulteriori danni e intraprendere un programma di fisioterapia mirata a rinforzare il quadricipite. Anche il ghiaccio può essere un buon alleato per ridurre il dolore.
Tendinopatia inserzionale
La tendinopatia inserzionale è una forma specifica di tendinopatia che riguarda l’area in cui il tendine si inserisce sull’osso.
Questa condizione è comune soprattutto nel tendine d’Achille e nel tendine rotuleo. Di solito, si presenta con dolore e rigidità nell’area in cui il tendine si unisce all’osso, specialmente al mattino o dopo periodi di inattività.
Se soffri di questa patologia per il trattamento dovrai armarti di tanta pazienza: oltre al riposo, può essere utile applicare ghiaccio e utilizzare calzature con un buon supporto per alleviare la pressione sui tendini.
Gli esercizi eccentrici (cioè movimenti controllati che allungano il muscolo mentre si contrae) sono spesso indicati per rafforzare il tendine senza sovraccaricarlo.
Per accelerare il processo di guarigione, il tuo medico potrebbe prescriverti (nell’ambito della terapia del dolore), delle sedute con onde d’urto, che sembrano avere una buona efficacia.
Tendinopatia achillea
La tendinopatia achillea colpisce il tendine di Achille, il tendine più grande e potente del nostro corpo: si trova nel retro della gamba e ha la funzione di connettere i muscoli del polpaccio al calcagno, l’osso posteriore del piede.
È frequente nei runner e negli sportivi che praticano attività ad alto impatto, ma anche chi svolge attività quotidiane intense può soffrirne.
Si manifesta con dolore e gonfiore sopra il tallone e spesso rende difficile anche solo camminare.
La tendinopatia del tendine d’Achille può essere trattata inizialmente con terapie fisiche come la tecarterapia, farmaci antinfiammatori e esercizi specifici per il tendine. Questi trattamenti alleviano i sintomi ma non risolvono le cause della patologia.
Se le terapie conservative non funzionano, i passi successivi variano a seconda del tipo di tendinopatia:
- Non inserzionale: si usano terapie biologiche che sfruttano le cellule staminali per rigenerare il tessuto tendineo. Queste possono essere combinate con interventi chirurgici mininvasivi per controllare il dolore e migliorare la vascolarizzazione del tendine.
- Inserzionale: si procede con un intervento chirurgico per rimuovere l’esostosi (crescita anomala di tessuto osseo sulla superficie di un osso), che è la causa della patologia. Il recupero post-operatorio prevede un carico graduale sul piede a partire dalla quarta settimana, con un recupero completo che può durare dai 3 ai 6 mesi.

Come curare la tendinopatia: trattamenti e consigli pratici
La cura della tendinopatia dipende dalla gravità della condizione e dal tipo di tendine colpito.
Ecco alcuni trattamenti comunemente utilizzati:
- Riposo e protocollo RICE: RICE è l’acronimo di Riposo, Ghiaccio, Compressione ed Elevazione, un protocollo utile per alleviare dolore e gonfiore nei primi giorni dopo l’insorgere del problema.
- Fisioterapia mirata: il trattamento fisioterapico con esercizi specifici per rafforzare e allungare i tendini è una delle soluzioni più efficaci per il recupero. L’esercizio fisico aiuta anche a prevenire recidive, migliorando la stabilità e la forza dell’area colpita.
- Antinfiammatori e corticosteroidi: farmaci come i FANS (antinfiammatori non steroidei) possono alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione. Usali sempre sotto controllo del tuo medico, poiché in alcuni casi possono ritardare la guarigione. Nei casi più gravi, può essere raccomandata un’infiltrazione con corticosteroidi.
- Terapie avanzate: per le tendinopatie croniche o difficili da trattare, ci sono opzioni come la tecarterapia, la laserterapia e le onde d’urto, che stimolano la riparazione dei tessuti e riducono il dolore.
- Chirurgia: nei casi più gravi, quando i trattamenti conservativi non portano miglioramenti, si può ricorrere alla chirurgia per riparare il tendine danneggiato.
Prevenzione delle tendinopatie: consigli per evitare ricadute
Per ridurre il rischio di tendinopatie, soprattutto se fai sport o svolgi attività fisiche intense, è importante adottare alcune buone pratiche:
- Riscaldamento e stretching: dedica sempre del tempo al riscaldamento e allo stretching per preparare i muscoli e i tendini allo sforzo.
- Incremento graduale del carico: se inizi un nuovo allenamento o aumenti l’intensità di quello attuale, fallo gradualmente, senza sovraccaricare il corpo.
- Esercizi di rafforzamento: rinforza i muscoli che lavorano insieme ai tendini, così da ridurre il carico sul tendine stesso.
- Pausa e recupero: rispetta i tempi di riposo e ascolta il tuo corpo, evitando di allenarti su un tendine già dolente.
Le tendinopatie possono essere delle vere e proprie gatte da pelare, ma con le giuste precauzioni e una gestione adeguata puoi non solo curarle, ma prevenirle!

Fonti
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38307405
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1297319X24000071?via%3Dihub